Le officine del futuro saranno “intelligenti” e pronte a gestire veicoli sempre più smart. Diagnosi predittiva, interventi in realtà aumentata, robot, auto connesse, assistenza alla guida: sono alcuni degli elementi chiave dell’Officina 4.0, la nuova frontiera del settore del post-vendita automotive. Se ne è parlato in occasione della 27esima edizione di Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, tenutasi a Bologna dal 24 al 28 maggio scorsi.

Secondo il presidente di Aica (Associazione italiana costruttori autoattrezzature) Mauro Severi, il segreto per vincere la sfida della quarta rivoluzione industriale è il lavoro di squadra: “L’innovazione si fa solo assieme. In questo modo ci candidiamo a essere con la Germania la vera fabbrica 4.0 d’Europa”, ha dichiarato nel corso del suo intervento al convegno inaugurale. A sostegno di questa “candidatura”, ci sono i numeri del settore raccolti da Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica). Si pensi infatti che nel 2015 in Italia le 2mila imprese della componentistica hanno prodotto un fatturato di ben 38,8 miliardi di euro, e dato occupazione a 136mila addetti diretti. L’export è pari a 19,9 miliardi di euro, con aziende che esportano ben l’85% del fatturato. Solo in attrezzature il nostro paese ha esportato per il valore di 2,1 miliardi di euro, raggiungendo la leadership mondiale. “Un risultato ottenuto grazie a prodotti innovativi – ha spiegato Severi – e alla capacità imprenditoriale di tante piccole aziende e di quelle ‘multinazionali tascabili’ che rappresentano il cuore del made in Italy”.

Il decollo dell’Officina 4.0 dipenderà anche dalla capacità delle imprese di investire in ricerca e sviluppo e in professionalità.

Macchinari tecnologici, formazione del personale, nuove competenze in fabbrica. Una delle sfide più importanti riguarda le auto connesse: secondo alcuni studi, nel 2025 il 100% dei veicoli nuovi saranno connessi. E questo richiederà l’impiego, nei centri di assistenza, di figure specializzate: meccatronici, informatici, ingegneri meccanici, periti tecnici specializzati. Per incentivare e accompagnare la transizione verso la quarta rivoluzione il Ministero dello sviluppo economico a inizio anno ha lanciato il Piano nazionale Industria 4.0. Tra le principali misure, citiamo l’iperammortamento al 150%, cioè la possibilità di ammortizzare il 250% del costo di acquisto di determinate tipologie di dispositivi, quali beni strumentali controllati o gestiti tramite sensori, sistemi per la qualità e la sostenibilità, e dispositivi per il miglioramento dell’interazione tra uomo e macchina, dell’ergonomia e della sicurezza.

Ma l’importanza di Internet per il mercato automotive è ben più ampia: tra Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna si contano secondo Google 709 milioni di ricerche mensili su ricambi e accessori, 94 milioni su servizi-riparazioni, 183 milioni su pneumatici e 3 milioni su ricambi d’olio. Insomma, siamo di fronte a una rivoluzione che non si può ignorare e che necessita delle risorse adeguate per essere interpretata nel migliore dei modi.

 

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