Se l’abbandono del diesel appare ormai ineluttabile, il passaggio all’elettrico non è proprio dietro l’angolo. Per renderlo alla portata di tutti, infatti, è necessario un massiccio intervento statale, che per ora nel mercato europeo rimane a macchia di leopardo.

Per capire quanto siamo lontani da una piena diffusione delle automobili elettriche, basta dire che in Europa la quota di mercato delle EV è pari allo 0,5% del totale. E che in Italia nel 2016 sono state vendute appena 1.098 macchine a batteria. Insomma, questi mezzi sono ancora appannaggio di pochi.

Tra le motivazioni di questi numeri ci sono gli accumulatori, che non garantiscono ancora autonomie decenti; la mancanza di network di ricarica; i progetti troppo farraginosi, spesso portati avanti solo allo scopo di ostentare la sostenibilità ambientale del brand. Ma soprattutto l’assenza di una volontà politica.

Laddove, infatti, lo Stato si è mosso a favore del mercato delle EV, gli effetti non hanno tardato a manifestarsi. Ad esempio in Norvegia, dove sono stati introdotti sgravi e agevolazioni sull’acquisto di auto elettriche, il modello più venduto è la Tesla Model S, che in Italia costa 70mila euro. Tra gli altri casi virtuosi c’è l’Estonia, dove gli incentivi possono arrivare al 50% del prezzo di listino e dove è sorta una rete pubblica di distributori di corrente. E ancora, in Francia l’ex ministro dell’Ambiente Ségolène Royale ha introdotto un bonus di 10mila euro per chi acquista una EV dando in permuta una diesel con oltre 13 anni di anzianità, nonché un’accisa di 2 cent sul prezzo del gasolio, e ha stabilito l’introduzione di 7 milioni di punti di ricarica entro il 2020.

Qual è invece l’impegno italiano per favorire la diffusione dell’elettrico?


Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Graziano Delrio, intervenuto al Salone dell’Auto di Torino, ha parlato di un piano ambizioso che prevede più distributori di metano e GPL e più colonnine di ricarica per auto elettriche. “L’obiettivo è raggiungere le 20mila colonnine di ricarica”, ha spiegato.

Attualmente in Europa i sistemi di ricarica sono in netto ritardo rispetto all’evoluzione del parco di vetture elettriche. Secondo la ricerca “Emissioni: sempre più vicina l’era dell’ibrido e dell’elettrico”, realizzata su scala europea da AlixPartners e presentata al #FORUMAutoMotive 2017 di Milano, nei prossimi 15 anni saranno necessari investimenti in infrastrutture pari a 3.700 miliardi di euro per 448 città con oltre 1 milione di abitanti. 30 miliardi saranno necessari solo a Londra, Francoforte, Milano e Parigi. Una sfida lunga e impegnativa da cui tuttavia il futuro dell’Europa non può prescindere.

 

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